Oggi Mereasy vuole parlare di uno dei progetti ingegneristici più complessi e difficili mai realizzati, vero e proprio capolavoro dell’architettura tardo-moderna: la Sydney Opera House.

La relazione degli esperti chiamati ad esaminare i progetti per la realizzazione dell’opera riportava queste parole: “…si erge come uno degli indiscussi capolavori della creatività umana, non solo del 20° secolo, ma nella storia del genere umano”.
Il Teatro dell’Opera di Sydney costituisce, infatti, una delle più originali e straordinarie opere d’ingegneria architettonica, edificio simbolo del XX secolo tale da rappresentare un’icona non solo per la città di Sydney, in cui sorge, quanto per l’Australia stessa. Il teatro nasce dal progetto visionario dell’architetto danese Jørn Utzon, affiancato per i calcoli strutturali dalla società di ingegneria londinese Arup. Venne inaugurato dalla regina Elisabetta II il 20 ottobre 1973 dopo quasi un decennio di lavori e ben 102 milioni di dollari di finanziamento (cifra enorme per l’epoca).

Naturalmente ciò che fa del Sydney Opera House un’icona architettonica, tale da essere considerato l’ottava meraviglia del mondo, sono le 10 sezioni di cupola con struttura a guscio “interbloccate”, che ricordano le bianche vele di una nave gonfiate dal vento del mare. Un tetto, quello del Teatro dell’Opera di Sydney, talmente elaborato che a lavori finiti risultò essere il più pesante del mondo con le sue 26.800 tonnellate.
E dire che la struttura, originale x forma e dimensioni, non è riuscita a soddisfare l’interesse per il quale è stato costruito, ovvero una buona acustica per il teatro dell’opera. Anzi spesso ha ricevuto critiche fino a essere giudicata insoddisfacente. Ed infatti, vi sono state continue richieste per un restyling della struttura che preveda lo spostamento del teatro dell’opera alla sala concerto, più grande e più adatta acusticamente, con conseguente spostamento della Sydney Symphony Orchestra in una nuova sala.

Situata nella baia di Sydney, la struttura è dotata di un parco di divertimenti a sud e di un grande parcheggio per le autovetture accessibile da Macquarie Street; ben collegato e vicino all’enorme Sydney Harbour Bridge, l’edificio e i suoi dintorni rappresentano spesso una meta per i turisti che – per la maggior parte senza interesse alcuno per l’opera – affollano l’edificio semplicemente per visitarne la struttura. Nella sala dei concerti da 2.700 posti si trova il grande organo dotato di 10.500 canne, installato nel 1979, nel 2007 è entrato a far parte dei patrimoni dell’umanità sotto l’egida dell’UNESCO.

Forse non tutti sanno che ogni anno, a fine maggio, nella città australiana si celebra il Vivid Sydney, il festival di luci e musica più grande del paese. Durante l’evento, gli edifici simbolo di Sydney (l’Harbour Bridge, il Municipio, i Royal Botanical Gardens e la baia della città) prendono vita grazie a proiezioni luminose e interattive, ideate e realizzate con l’obiettivo di rendere omaggio all’industria creativa globale. In quei giorni l’Opera House dà vita ad uno spettacolo emozionante reso unico dalla bellezza ed unicità dell’edificio. Sulle “vele” dell’Opera vengono proiettati giochi di luce accompagnati dalla musica, unici al mondo, e durante la manifestazione vengono organizzati organizzati  eventi musicali, tavoli di discussione e installazioni luminose sparse in diverse zone della città.

Chi è l’autore dell’opera?

Jørn Utzon nacque il 9 aprile 1918 a Copenhagen, in Danimarca. Suo padre lavorava come ingegnere navale, e per un po’ di tempo Utzon provò a fare il marinaio: cambiò idea, e si iscrisse ad Architettura all’Accademia Reale delle Arti di Copenhagen. Si laureò nel 1942, e lavorò in Svezia fino alla fine della Seconda guerra mondiale. In seguito viaggiò molto, e conobbe noti architetti come l’americano Frank Lloyd Wright e il francese Le Corbusier.
Nel 1956 il governatore del New South Wales, uno stato a sud est dell’Australia con capitale Sydney, indisse un concorso internazionale di architettura per la costruzione di un teatro dell’opera a Sydney: Utzon decise di partecipare, e inviò il proprio progetto assieme a quelli di alcune case che aveva costruito a Helsingør, in Danimarca – uno dei suoi primi lavori da architetto. Arrivarono a Sydney più di 200 progetti, e fu scelta una giuria di famosi architetti che selezionasse il migliore fra di essi.

Secondo quanto si racconta, uno dei giudici era il noto architetto finno-americano Eero Saarinen, che però arrivò a Sydney diversi giorni dopo l’inizio dei lavori della giuria, quando questa aveva già scartato diversi progetti. Saarinen si occupò di esaminare il plico dei progetti scartati, e trovò le bozze di Utzon: da quel momento in poi fece pressione sugli altri giudici affinché Utzon fosse dichiarato vincitore e venisse realizzato il suo progetto. Il 30 gennaio 1957 il Sidney Morning Herald, uno dei più importanti quotidiani australiani, annunciò la vittoria di Utzon pubblicando al contempo una foto a quattro colonne del progetto: il titolo principale di quell’edizione era «Il controverso progetto di un danese vince il concorso del teatro dell’opera».