Il padre del Romanticismo Francese

È in corso a New York, fino al 6 gennaio, presso il Metropolitan Museum of Art una mostra su Eugéne Delacroix (1798-1863), allestita in collaborazione con il Louvre per i festeggiamenti dei 220 anni dalla sua nascita. In esposizione non solo dipinti ma anche disegni, stampe e manoscritti per un toltale di circa 180 opere disposte in ordine cronologico. Occasione unica per conoscere un artista che ha avuto un ruolo fondamentale nell’arte per la sua pittura così innovativa.

Con lui inizia la grande stagione del Romanticismo francese. Delacroix si allontana dallo stile neoclassico ormai declinante e mette nei suoi quadri forza ed emozione, così da sconvolgere l’osservatore sul piano emotivo. Uno stile molto lontano dal Neoclassicismo che rifacendosi alla tradizione greca propugnava ordine ed equilibrio. La pittura neoclassica infatti era armoniosa, rasserenante, teneva a freno le emozioni, era figlia dell’Illuminismo che aveva posto la Ragione sopra ogni cosa. Delacroix al contrario, percependo i primi fermenti del Romanticismo, raffigura scene drammatiche, piene di pathos. Per lui la pittura è la libera espressione dei sentimenti; dipinge dunque scene turbolente piene di gesti improvvisi viste come se fossero “in presa diretta”. Ciò conferisce ai suoi quadri un sapore di verità e quasi di cronaca che ne fa un artista straordinariamente moderno.



Grazie a lui infatti la Storia irrompe nell’arte e non quella idealizzata dei pittori neoclassici, ma quella vera con i suoi lati crudi, i massacri, le ferocie, il fumo della polvere da sparo. Protagonisti dei suoi quadri non sono generali vittoriosi a cavallo rappresentati come novelli augusti, come i quadri che Jacques L. David aveva fatto a Napoleone. Sono invece patrioti che lottano per l’indipendenza, prigionieri greci sorvegliati da carcerieri turchi, cittadini francesi in armi contro un monarca non amato. Con lui scopriamo che non è la Ragione a muovere l’uomo e che il mondo è più inquieto, oscuro e illogico di quanto l’Illuminismo aveva creduto. Scopriamo che è anche più vasto. Infatti Delacroix, suggestionato dai colori e dalle atmosfere sperimentate in un suo viaggio in Marocco ed Algeria, dipinge spesso soggetti “esotici”.

I temi da lui trattati sono comunque vari e questa mostra ne fornisce una ampia visione, vi sono quadri storici, nature morte, scene tratte dalla letteratura o dalla mitologia ecc.

 

The artist was unconventional and profoundly innovative in his painting techniques as well. His rapid and impetuous brushstrokes were quite different from that of neoclassical painters, defined by clean strokes and bounded by rigorous contour lines. Even the use of colour is original. His African experience led him to analyse the light on objects in a way that until then had never been done. He observed that the colour that the eye sees is not the colour of the object itself, but rather that which the light reveals. For example, the nudes of Delacroix lack those perfect and uniform rosé tones of traditional painting, but take on a different colour based on how the light strikes them. This led him to abandon the use of half-tones, meaning the colours mixed on the palette with white or black. He uses juxtaposed brushstrokes of pure colour, in order to create the passing of light on the same object. Consequently, he represents colour not as it is in reality, but also as how light reveals colour and how eyes perceive it. This use of pure colours, in addition to enhancing colours, was a step ahead of the revolution created by the Impressionism of the second half of the century, bringing a specific season of European painting to a close. From that moment on, modern painting would begin.

Qualunque sia il soggetto tuttavia, colpiscono le straordinarie innovazioni nella composizione dell’immagine e nella tecnica pittorica. Infatti, insofferente alle formule della tradizione, dispone le figure in maniera apparentemente casuale infrangendo le regole accademiche della simmetria e prospettiva. Realizza composizioni precarie priva di centro che annullano la scatola spaziale del Rinascimento (tutto ciò che è dentro il quadro deve essere rappresentato). Infatti sui bordi troviamo figure rappresentate parzialmente che ci danno la sensazione che la scena continui, che vi sia un oltre che noi non vediamo.

L’artista fu anticonvenzionale e profondamente innovativo anche nelle tecniche pittoriche. La sua pennellata rapida ed impetuosa, è molto diversa da quella dei pittori neoclassici che è netta e delimitata da rigorose linee di contorno.  Anche l’uso del colore è originale, la sua esperienza africana lo ha spinto ad analizzare la luce sugli oggetti come fino a quel momento non era mai stato fatto. Ha osservato infatti che il colore che l’occhio vede non è il colore dell’oggetto in sé ma quello che la luce rivela. Ad esempio i nudi di Delacroix non hanno i toni rosati perfetti ed uniformi della pittura tradizionale, ma assumono una colorazione diversa in base a come la luce li colpisce. Ciò lo porta ad abbandonare l’uso delle mezze tinte,  cioè dei colori mescolati sulla tavolozza con il bianco o il nero. Utilizza pennellate di colore puro giustapposte, tali da rendere i passaggi di luce sul medesimo oggetto. Rappresenta dunque il colore non come è nella realtà ma come la luce lo rivela e gli occhi lo percepiscono. Questo utilizzo dei colori puri oltre ad esaltare le tinte anticipa la rivoluzione dell’Impressionismo della seconda metà del secolo con cui si chiude una stagione della pittura europea. Da quel momento in poi inizierà la pittura moderna.

Annamaria Calabretta