All’interno della Sezione Ufficiale di PHotoEspaña 2018, quarantasei fotografi della prestigiosa agenzia internazionale fondata da Robert Capa mettono in mostra il loro lato ludico indagando il concetto di gioco

Poche regole: i diritti delle foto restano a chi le ha scattate. Per nessuna ragione, nel corso di una pubblicazione, l’immagine può essere tagliata, ma deve sempre essere riprodotta nella sua interezza. Infine: fotografare la realtà, senza nessuna costruzione, nessuna messa in posa. In tempi dominati dalle fake news, dai falsi hi-tech in cui è quasi impossibile distinguere la realtà dalla menzogna, le fotografia dei maestri dell’obiettivo della Magnum, la mitica cooperativa fondata, tra gli altri da Robert Capa ed Henri Cartier-Bresson, sono un toccasana. Sarà per questo motivo, e anche per uno anagrafico (la Magnum ha celebrato di recente i settant’anni di attività, con iniziative in tutto il mondo) di PHotoEspaña, l’evento più importante in terra iberica (e uno dei maggiori a livello europeo) che si svolgerà a Madrid fino al 16 settembre, ha dedicato uno spazio a un’ampia mostra, oltre seicento scatti che arrivano proprio dall’archivio Magnum.

A differenza delle tante iniziative analoghe che si sono svolte in occasione dell’anniversario, la rassegna della capitale spagnola, non riproporrà le immagini, molte impresse nella memoria collettiva, che hanno fatto la storia: dalla guerra del Vietnam fino alla caduta del muro di Berlino. Gli scatti raccolti per la mostra, che non a caso si intitola “Players” sono, più che altro, rappresentazioni di momenti di vita comune, incentrati sul gioco e sul tempo libero. Come, ad esempio, la foto firmata da Carolyn Drake nel 2005: un bambino che si dondola sull’altalena mentre la nonna si gode un pezzo di pizza sotto l’ombrellone. Uno scatto banale? Tutt’altro: si tratta di un’immagine “rubata” in una gated community (un villaggio esclusivo, chiuso a tutti i non residenti) in Florida, durante una festa di compleanno. “Players”, che gioca – è il caso di dirlo – sui diversi significati del termine, mette insieme foto provenienti da diverse generazioni di fotografi dell’agenzia Magnum. Non manca la grande epoca del bianco e nero: una foto di Burt Glinn, usata anche per promuovere la mostra, ritrae i membri della “Seattle Tubing Society” a mollo in un fiume, mentre sfoggiano una moda – mare tipicamente anni ’50. La mostra proporrà anche un giro nel mondo che farà capire allo spettatore come il significato di “gioco” possa variare anche a seconda delle aree del pianeta.

These are “Players” who play – it might be appropriate to say – on the different meanings of the term, bringing together photos from several generations of Magnum agency photographers. Do not miss out on the great era of black and white: a photo by Burt Glinn, also used to promote the exhibition, portrays the members of the “Seattle Tubing Society” soaking in a river, while showing off a typical ’50s beach fashion. The exhibition will also offer a tour around the world that will help the viewer understand how the meaning of “play” can also vary depending on where you are on the planet.


“Players” è solo una delle tante iniziative all’interno di PHotoEspaña, il cui programma 2018 (l’edizione è la ventunesima) conto cento mostre, 514 artisti esposti per un totale di 62 location nella capitale spagnola. Tra le rassegne, “The Greatest Show on Earth”, dedicato all’età d’oro del circo, con immagini di acrobati senza paura e di domatori che affrontano belve feroci, “Grand World Final” che racconta di uomini, ma anche di animali e piante, che sembrano ribellarsi alle leggi della natura e infine “Odyssey”, una retrospettiva dedicata a Samuel Fosso, artista nigeriano con quarant’anni di attività alle spalle e dalla vita degna di un romanzo. È lui stesso il protagonista di molte delle sue foto, in cui gioca sulla molteplice identità di chi è stato prima un figlio del continente africano, poi un rifugiato, infine un uomo di successo.